Paesaggio e norme di tutela

05/10/2018

Considerati i compiti istituzionali sanciti dalla Costituzione e attribuiti alle Soprintendenze, si vuole condividere un ragionamento che possa fornire degli interessanti spunti di riflessione.

Come si possono individuare strategie e buone pratiche per promuovere azioni di tutela del patrimonio paesaggistico? L'argomento è di grande attualità.

Il paesaggio è un qualcosa di difficile da definire. Se si cercano nel dizionario le definizioni di paesaggio, ambiente e territorio si può osservare quanto esse siano lunghe e articolate. Sintetizzando, potremmo dire che il paesaggio è un insieme di elementi; quindi, non un totale di elementi o una semplice sommatoria ma un insieme di cose che hanno tra loro un rapporto speciale e inscindibile. Osservando un paesaggio è evidente che le cose formano il paesaggio e al contempo siano formate in esso. È un equilibrio speciale basato su regole non scritte ma assolutamente percepibili e percepite dall'uomo, il quale è anch'egli parte integrante se non “elemento cardine” di questo insieme.

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L'armonia data da questo equilibrio costituisce la bellezza del paesaggio. La rottura di quest’armonia, e quindi dell'equilibrio, genera bruttezza, una nota stonata che percepiamo immediatamente come uno sfregio al paesaggio.

Questo comporta la cristallizzazione del paesaggio? 

Assolutamente no! 

Purché siano seguite le regole affinché l'intervento prenda forma e dia sostanza all'armonia, rafforzando l'equilibrio tra le cose del preziosissimo insieme.

Il nodo di tutto, quindi, è costituito dal rispetto delle regole. 

Cosa sono le regole ovvero le norme dell'agire, le prescrizioni del modo in cui comportarsi, mediante cui operare in determinate circostanze? Sono gli elementi fondamentali del vivere civile.

Nell’ambito della tutela del paesaggio possiamo definire “regola” il giusto equilibrio tra l'io e il bene comune. Infatti, il paesaggio è un bene comune, costituito e caratterizzato da tanti elementi, molti dei quali rappresentati da beni privati sui quali i proprietari hanno il legittimo diritto di libera azione. Tuttavia, e allo stesso tempo, il grande bene comune costituito dal paesaggio non può in alcun modo essere leso da questa libertà d'azione.

Da qui nasce la complessità e la difficoltà di comprendere la materia-paesaggio, per rifugiarsi in una fuorviante e altrettanto infondata contrapposizione tra la tutela dei valori propri del bene comune paesaggio e i diritti della proprietà privata ovvero dello sviluppo economico del territorio.

Nel paesaggio nella nostra regione, qual è il riferimento per le regole? Esso è rappresentato dal Piano Paesaggistico co-pianificato da Ministero per i Beni e le Attività Culturali e Regione Puglia. Esso, dunque, costituisce la regola che permette di non considerare il paesaggio un mero meccanismo nel quale si può inserire o togliere un pezzo di ricambio. Il Piano Paesaggistico, infatti, definisce le regole partendo dalla conoscenza, che successivamente si trasforma in quella consapevolezza che è elemento necessario per intervenire nel paesaggio e che si può perseguire soltanto attraverso la contemplazione spesso richiamata dalle norme concernenti il paesaggio.

È solo attraverso questi passaggi che si può, quindi, operare nel paesaggio per garantire la conservazione, la valorizzazione e quindi lo sviluppo economico sostenibile e duraturo, oltre che, naturalmente, il diritto alla proprietà.

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