Le scoperte nei cantieri di restauro a Lecce - Visita del On. Prof. Antimo Cesaro

Lecce

2016 - Visita istituzionale

Le scoperte nei cantieri di restauro a Lecce

Civile, militare e barocca. I tre volti dell’architettura leccese. Presentati i lavori di restauro del Castello Carlo V, della Basilica di Santa Croce e dell’ex Ospedale Spirito Santo. Nei sotterranei di quest’ultimo, oggi sede della Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio, è venuto alla luce un misterioso ossario.

 Riportare all’antico splendore e alla piena fruizione del pubblico tre simboli della capitale salentina, rilanciandone anche il ruolo di grande attrattore turistico e culturale per tutto il Mezzogiorno.
Di questo si è parlato oggi a Lecce alla presenza del Sottosegretario ai Beni culturali e al turismo Antimo Cesaro, il Sindaco Paolo Perrone, il Prefetto di Lecce Claudio Palomba, l’Arcivescovo Umberto D’Ambrosio, il Presidente della Provincia Antonio Maria Gabellone e la Soprintendente Maria Piccarreta, in occasione della conferenza stampa indetta per presentare lo stato di avanzamento ed i risultati di tre importanti operazioni di restauro e riqualificazione condotti dalla Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio di Lecce Brindisi e Taranto.

Sottosegretario Antimo Cesaro: “Grazie all’eccellente lavoro svolto della Soprintendenza, Lecce recupera tre tesori artistici ed architettonici rilanciando la sua immagine di scrigno culturale ed artistico del Mezzogiorno con l’ambizione di incrementare i suoi flussi turistici, proponendosi come destinazione destagionalizzata tutto l’anno, in grado di offrire ad italiani e stranieri un’indimenticabile esperienza culturale, artistica ed enogastronomica. L’incredibile scoperta nei sotterranei dello Spirito Santo apre, inoltre, nuove possibilità per un circuito di visita della città insolito ed affascinante tra religione, arte e mistero. Si tratta di vero turismo emozionale. Oggi Lecce dimostra come sia possibile utilizzare al meglio i finanziamenti per la cultura, nazionali e comunitari, attraverso una virtuosa collaborazione tra amministrazione comunale, regionale e statale”.



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Le scoperte nei cantieri di restauro a Lecce - Visita del On. Prof. Antimo Cesaro

EX OSPEDALE DELLO SPIRITO SANTO

PROGETTAZIONE ESECUTIVA ED ESECUZIONE DEI LAVORI DI RESTAURO E VALORIZZAZIONE.

Fondi POIn “Attrattori culturali, naturali e turismo” 2007-2013 e Piano di Azione e Coesione ”Valorizzazione delle aree di attrazione culturale”

 La sede istituzionale della Soprintendenza per la provincie di Lecce Brindisi e Taranto, è dal 2011 ospitata negli ambienti dell’antico Ospedale dello Spirito Santo, unico esempio di architettura civile con destinazione ospedaliera realizzato in città nel periodo rinascimentale a Lecce.

Fu fondato da Giovanni D’Aymo nell’anno 1392 sul modello dell’ospedale viterbese di S.Maria in Gradi quando era vescovo di Lecce Antonio da Viterbo. Nel 1548, dopo varie e contrastanti vicissitudini che avevano coinvolto nella gestione l’Università cittadina, il vecchio edificio medievale divenuto fatiscente e non più idoneo ai bisogni della comunità, fu quasi del tutto abbattuto e ricostruito sui disegni di Gian Giacomo Dell’Acaya. Nel corso dei secoli l’Ospedale si arricchì di lasciti e donazioni da parte di molti malati nonché di elargizioni liberali fatte da nobili famiglie leccesi tanto da divenire il più ricco e nosocomio cittadino.
Nel primo ventennio del XX secolo, con la nascita del nuovo Ospedale cittadino “Vito Fazzi” l’antico nosocomio cambiò destinazione e divenne sede per la visita di leva, prima, successivamente una parte fu assegnata al Monopolio di Stato quale sede della Manifattura Tabacchi, che vi ha operato fino a circa trenta anni fa.

Considerate le condizioni dell’edificio, l’insediamento degli uffici ha comportato un primo intervento che rendesse utilizzabili alcuni ambienti strettamente sufficienti ad accogliere il personale ed espletare l’attività istituzionale. Questo nuovo finanziamento, quindi, permetterà di completare il restauro garantendo la fruibilità dell’intero edificio grazie ad un articolato progetto delle opere di restauro e valorizzazione necessarie, proseguendo il graduale processo di conservazione avviato già da diversi anni per restituire al territorio il complesso monumentale nella sua globale integrità e accessibilità.

Infatti, parallelamente all’ampliamento della sede degli uffici, una vasta porzione del palazzo sarà finalizzata alla fruizione di visitatori: nello specifico si riaprirà la chiesa interna al complesso e sarà allestita la Galleria del patrimonio culturale salentino che diverrà uno spazio dedicato alla narrazione delle peculiarità culturali del territorio di competenza della Soprintendenza, ad esempio con percorsi tematici sul territorio, approfondimenti e illustrazione delle tecniche costruttive locali, per fare alcuni esempi, i sistemi delle volte cosiddette a stella tipiche soltanto del Salento, la pietra leccese, l’esposizione della lavorazione della Cartapesta, l’illustrazione dell’architettura rurale, il sistema di difesa delle masserie fortificate con le torri costiere. Nell’ambito dei lavori sarà recuperato il giardino annesso al complesso.
Particolare attenzione è stata posta in fase progettuale alla piena accessibilità di tutto l’edificio.
I lavori cominciati nel gennaio scorso, dovendo rispettare la serrata tempistica propria dei finanziamenti europei, hanno affrontato, parallelamente, sia le opere nelle grandi corsie e negli ambienti più piccoli annessi, che il restauro della chiesa barocca dal ricco apparato decorativo.
La rimozione temporanea della pavimentazione ha poi portato alla luce alcune cavità che si sono dimostrate veri e propri ambienti sotterranei alcuni dei quali già noti grazie a studi e ricerche in passato.
Sicuramente non immaginabile è stata la quantità di resti umani che vi sono stati ritrovati: in un vano dalla superficie di circa 150 m2 è stato, infatti, rinvenuto uno strato di ossa dell’altezza di circa 2 metri curiosamente livellato in modo perfetto.
Il Comando dei VVFF di Lecce ha quindi effettuato una ispezione attraverso un pertugio  acquisendo immagini che insieme ad una mirata ricerca iconografica, bibliografica e d’archivio permetteranno di formulare una serie di ipotesi su questo ossario. A questo scopo si è deciso di coinvolgere gli specialisti del Centro di Datazione e Diagnostica dell’Università del Salento, così da ottenere datazioni e analisi scientifiche indispensabili per la prosecuzione dei lavori. Il Centro preleverà campioni a vari livelli per determinare l’età e l’epoca delle ossa e determinare gli eventuali morbi che hanno causato il decesso di quei corpi.
Sarà, quindi, istituito un gruppo multidisciplinare di ricerca i cui risultati costituiranno la base sulla quale la Soprintendenza potrà costruire le soluzioni più corrette per la conservazione ed una attenta fruizione dei sotterranei.
Al momento l’ipotesi più plausibile resta quella di alcune pestilenze che tra il 1400 e il 1600 colpirono la città.
I risultati di tutte le analisi e ricerche sulla stratigrafia dei resti permetteranno, infine, di determinare le modalità più idonee per indagare le strutture sotterranee; infatti, durante il sopralluogo dei Vigili del Fuoco si è potuto constatare che tali ambienti, oltrepassando la fondazione del palazzo dell’ex ospedale, attraversano la strada fino all’edificio antistante. Un mirato rilievo della situazione e della consistenza di tali ambienti permetterà di ipotizzare una loro eventuale valorizzazione attraverso un affascinante viaggio in una porzione della Lecce sotterranea.



IL RESTAURO DEL CASTELLO CARLO V
POIn “Attrattori Culturali, Naturali e Turismo” FESR 2007/2013.

Il Castello di Lecce costituisce la più grande architettura fortificata pugliese ed è comunemente conosciuto come Castello di Carlo V d’Asburgo in onore dell’imperatore che nel 1537 ordinò l’ampliamento attorno alla struttura medievale edificata da “Riccardo normanno” conte di Lecce.

Il nucleo interno con la Torre Magistra e la Torre Mozza che risalgono all’epoca normanna e la cinta muraria di difesa, trapezoidale con i quattro bastioni dalla pianta lanceolata commissionata da Carlo V all’ingegnere generale del Regno di Napoli Gian Giacomo dell’Acaya.

Fino alla fine degli anni Ottanta fu adibito a caserma e sede del distretto militare per poi essere acquisito al Demanio storico artistico.

La porzione del Castello costituita dalle grandi sale del primo piano è stata consegnata anni or sono al Comune di Lecce che detiene, quindi, la relativa gestione. La restante parte – primo sotterraneo, museo della carta pesta, ambienti sulla piazza d’Armi e l’area del cantiere di prossima chiusura sono invece di pertinenza del Ministero per Beni e le Attività Culturali e il Turismo.

L’obiettivo dei lavori, ormai conclusi, è quello di proporre al turista una visione unitaria ed omogenea della struttura e della sua storia. Per questo si sta lavorando, insieme al Segretariato regionale, all’Agenzia del demanio e al Comune, ad uno specifico accordo che veda una gestione dell’intero complesso monumentale condivisa, ciascuno per le specifiche competenze istituzionali.

I lavori appena conclusi restituiranno al visitatore tutti gli spazi più significativi del Castello: i  camminamenti di ronda che potranno essere percorsi scoprendo visuali assolutamente sconosciute del tessuto urbano della città di Lecce; le gallerie ipogee delle quali, in quanto interrate durante l’intervento ottocentesco, si era persa memoria; le prigioni che costituiscono una bellissima architettura medioevale che conserva numerosi graffiti, realizzati dai reclusi, che offrono una particolare testimonianza di secoli di storia.

Inoltre, affacciato sulla piazza d’Armi, negli ambienti delle ex scuderie, della cappella di S. Francesco e delle sale poste sul lato est, riaprirà con un nuovo allestimento il Museo della Cartapesta - istituito nel 2004 dal Ministero – che raccoglie preziose testimonianze dell’antica arte tradizionale propria di Lecce che, nata nel XVIII secolo, mai interrotta, è ancora oggi ricca e fiorente.

Particolarmente interessante sarà la realizzazione di una guida multimediale – parte integrante dell’intervento concluso - che conduce il visitatore alla scoperta dell’intero complesso fortificato. La guida narrerà le vicende del castello coinvolgendo l’ascoltatore nel dialogo tra l’architetto militare Gian Giacomo dell’Acaya, impersonato dall’attore Ivano Marescotti  e un frate abitante nel castello, impersonato dall’attore Francesco Pannofino; il viaggio culminerà nelle prigioni ove sarà data voce a quanti vi furono detenuti attraverso la lettura e l’interpretazione di alcune tra le interessantissime incisioni graffite rinvenute sulle pareti.

Il complesso intervento di restauro, quindi, è stato progettato e poi realizzato perseguendo la finalità prima di riconoscere al Castello il ruolo naturale di grande attrattore che implementi il turismo culturale e garantisca un’offerta culturale di alta qualità, restituendogli quella unitarietà e quella magnificenza che ha caratterizzato non solo la sua storia ma anche quella della città e del suo territorio.



CONSOLIDAMENTO E RESTAURO DEL FASTIGIO DELLA BASILICA DI SANTA CROCE
Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo – Programma Ordinario anno finanziario 2012 e anno 2013

La basilica di Santa Croce insieme all’ex convento dei Celestini costituisce il complesso monumentale simbolo del barocco salentino. L’aspetto odierno è opera del lavoro di più generazioni di architetti leccesi. Nello specifico Giuseppe Zimbalo realizzò il fastigio in sommità della facciata nel quale culmina l’eccezionale programma decorativo ricco di valenze simboliche con fiori, frutti, putti, vari animali e figure allegoriche, prorompente in tutta la sua magnificenza.

Nel maggio del 2011 il distacco di alcuni frammenti lapidei e la conseguente caduta sul sagrato della basilica manifestarono una situazione di grave compromissione del fastigio in sommità della facciata.

Il fenomeno si manifestò in tutta la sua gravità poiché appariva evidente, non solo il coinvolgimento dell’assetto statico del fastigio stesso ma anche del modellato del ricchissimo apparato decorativo.

L’intervento di consolidamento e restauro, realizzato in somma urgenza, ha permesso di una prima messa in sicurezza per tenere sotto controllo il fenomeno grazie anche all’ausilio di consulenze altamente specialistiche per il consolidamento strutturale.

Nell’occasione si è scoperto che un precedente intervento di consolidamento realizzato negli anni Ottanta stava manifestando tutti i limiti propri della tecnica utilizzata, per altro, molto in voga in quegli anni. A causa dell’utilizzo di materiali disomogenei (barre in ferro annegate nel cemento) si era manifestato un disequilibrio della struttura muraria con conseguenti fessurazioni, rigonfiamenti e infiltrazioni di acqua.

Non può quindi che risaltare la rilevanza dell’intervento del 2011 in quanto costituisce un’esperienza molto interessante di sostituzione di tutti i presidi inseriti negli anni 80 con altri assolutamente compatibili con la muratura di pietra che garantiscano l’assetto statico senza però stravolgere la compagine strutturale originaria. L’intervento a Santa Croce ci ricorda quindi che ogni operazione sul patrimonio non deve prescindere dall’assoluto rispetto dei principi di compatibilità se non si vuole che il rimedio si rilevi peggiore del male.

A breve cominceranno le procedure per l’appalto di un nuovo intervento di restauro che interessa le altre parti della basilica e che ha visto la collaborazione tra la Regione Puglia, che ha erogato il finanziamento di 2.000.000,00 di euro, la Curia di Lecce, quale stazione appaltante e la Soprintendenza che sta curando la progettazione ed effettuerà la direzione lavori.