Modulo Progetti

Modulo per la catalogazione dei progetti che vedono il coinvolgimento dell'istituzione.

Risultato della ricerca

Archeologia preventiva - Restauro di Palazzo dei Perroni

A Lecce, nel corso degli scavi archeologici preventivi ai lavori di consolidamento e restauro di Palazzo dei Perroni, sono emerse strutture murarie di epoca romano-imperiale a grandi blocchi e in opus reticulatum. I materiali rinvenuti permettono di datare i resti dell’edificio tra il I sec. a.C. ed il I-II sec. d.C.

Le strutture messe in luce sono di notevole rilevanza archeologica nel contesto dello spazio urbano di Lupiae.


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Archeologia preventiva - Rinvenimenti a Taranto in via Minniti

A Taranto, tra via Oberdan e via Dante, si sviluppa un asse stradale orientato in senso WNW/ESE, individuando via Minniti. Realizzata in cocciopesto estremamente compatto, per una larghezza di circa 6 metri in senso N/S, la strada era delimitata sul lato meridionale da una banchina costituita da almeno due corsi sovrapposti di spezzoni di calcare e blocchi di medie dimensioni sommariamente squadrati.

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Entro la fine del III secolo a.C. è stato realizzato un nuovo piano di calpestio, anch’esso interpretabile come un asse vario, che oblitera quello preesistente. La nuova strada, larga solo 2 metri, era costituita da un battuto in tufina molto compatta; tale battuto a sud si appoggiava al limite della strada precedente, mentre sul lato settentrionale era delimitato da una banchina costruita ex novo.

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Sempre in via Minniti è stata indagata una tomba a incinerazione. La sepoltura era del tipo a fossa, orientata in senso N/S, con la copertura costituita da tre lastroni di calcare posti di testa e affiancati per il lato lungo e la fossa rivestita di laterizi posti di piatto, legati da un abbondante strato di malta. Il corredo consente di datare la sepoltura al primo quarto del I secolo a.C. e di riferirla alla necropoli meridionale della Colonia Neptunia.

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Archeologiapreventiva - Lavori di assistenza archeologica, in affiancamento alle opere di manutenzione e rinnovamento della rete idrica effettuate dall’Acquedotto Pugliese

A Taranto, nell’ultimo trimestre del 2016 e fino a febbraio del 2017, si sono svolti dei lavori di assistenza archeologica, in affiancamento alle opere di manutenzione e rinnovamento della rete idrica effettuate dall’Acquedotto Pugliese.

In via Messapia, all’altezza del civico 37, è stato rinvenuto un piano di calpestio in terra battuta piuttosto compatta, posto in opera su un vespaio di piccole pietre e caratterizzato dalla presenza in superficie di laterizi e frammenti ceramici (tra cui alcuni a vernice nera) genericamente databili tra il V e il IV/III secolo a.C. identificabile con un asse stradale della polis greca, di cui purtroppo, non essendosi conservati i bordi, non è stato possibile stabilire l’orientamento.

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Convenzione Europea per la protezione del patrimonio archeologico

L’archeologia preventiva trova fondamento normativo in Europa nella “Convenzione Europea per la protezione del patrimonio archeologico”, firmata alla Valletta (Malta) nel 1992. Essa introduce formalmente, mutuandolo dalla legislazione ambientale, il principio (“Polluter pays”) secondo cui gli oneri della tutela sono a carico dei soggetti che attraverso lavori di trasformazione territoriale rendano necessaria l’attivazione della tutela stessa. Da questa Convenzione discendono tutte le norme comunitarie e dei singoli Paesi in materia.

L’Italia ha accolto tale principio con l’art. 28 comma 4 del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio (D. Lgs. 42/2004): “In caso di realizzazione di lavori pubblici ricadenti in aree di interesse archeologico, anche quando per esse non siano intervenute la verifica […] o la dichiarazione [di interesse culturale], il soprintendente può richiedere l’esecuzione di saggi archeologici preventivi sulle aree medesime a spese del committente”.

Indagini archeologiche preventive, effettuate nel 2017 ad Arnesano, in località “Riesci”, già nota per il rinvenimento in passato dei resti di una tomba neolitica, hanno consentito di riportare alla luce, in punti diversi delle aree oggetto di indagine, i resti di tre capanne di un insediamento inquadrabile nello stesso ambito cronologico.

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Cripta della Madonna della Consolazione, San Cassiano (LE)

La Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Brindisi, Lecce e Taranto, nell’ambito della sua attività di controllo sulle opere pubbliche, ha contribuito fattivamente alla riuscita dei lavori di restauro e messa in sicurezza della Cripta della Madonna della Consolazione, a San Cassiano, finalizzati anche alla realizzazione del Museo Iconografico dell’Arte bizantina.

Il progetto di demolizione selettiva di parte degli immobili ricadenti sull’area sovrastante la cripta e il conseguente intervento di messa in sicurezza della stessa, ha previsto l'installazione di presidi metallici di sostegno della calotta litica.

Progetto di riqualificazione delle mura messapiche

Ad Ugento, lungo il lato orientale di via Tasso, nel corso degli scorsi mesi sono state effettuate le indagini archeologiche previste nell’ambito del Progetto di riqualificazione delle mura messapiche, finanziato con fondi regionali, finalizzato alla creazione di un parco archeologico urbano.

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Lo scavo di questo settore delle mura, di cui rimanevano in vista alcuni blocchi del paramento esterno, ha permesso di mettere in luce un tratto consistente (55 mt circa) della cortina esterna della fortificazione, l’emplekton e un breve tratto della cortina interna, oggetto di spoglio già in età postantica.

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Nel saggio I, il rinvenimento di una sepoltura a cassa inquadrabile intorno alla metà del IV sec. a.C. costituisce un terminus post quem per l’edificazione dell’imponente opera di fortificazione dell’insediamento messapico.

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Progetto POiN “Lavori di recupero conservativo, valorizzazione e fruizione dell’area archeologica di Roca Vecchia”

Nell’ambito del progetto POiN “Lavori di recupero conservativo, valorizzazione e fruizione dell’area archeologica di Roca Vecchia”, sono state condotte indagini archeologiche in due differenti settori riferibili alle fasi protostorica e tardomedievale di occupazione del sito, oggi ricadente nel territorio di Melendugno.

Si tratta del complesso architettonico della Porta Monumentale delle fortificazioni dell’età del Bronzo e di un edificio di culto, probabilmente di rito greco, provvisto di un’area ad utilizzo funerario, inserito nel tessuto urbano della città militare trecentesca.

Di particolare rilievo si sono rivelati negli ultimi mesi i risultati raggiunti a seguito delle operazioni in corso alla Porta Monumentale.

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Valorizzazione e fruizione dell’insediamento messapico di Muro Tenente

Nell’ambito dell’Accordo di Programma Quadro Rafforzato “Beni ed Attività Culturali” nel 2017 è stato completato il Progetto di “Valorizzazione e fruizione dell’insediamento messapico di Muro Tenente”, sito oggi gestito sulla base di una convenzione stipulata nel 2015 tra Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Brindisi, Lecce e Taranto, Libera Università di Amsterdam, Università del Salento e i due comuni di Mesagne e Latiano, territorialmente competenti.

Nell’ambito del progetto, sono stati acquisiti nuovi dati sull'organizzazione dell'abitato e della rete stradale e, nell’area di scavo indagata dalla Libera Università di Amsterdam agli inizi degli anni ’90, è stata ricostruita a fini didattici una struttura abitativa messapica, riproducendo così rigorosamente tutti gli elementi sulla base dei dati di scavo.

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